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About me

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Gaetano Biagioni


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Chi sono

Mi chiamo Gaetano Biagioni, ho 40 anni e vivo a Cernobbio.

Ho conseguito il Baccalaureato in Teologia nel 2001 presso la Facoltà Teologica dell’Italia settentrionale, per 15 anni ho lavorato come insegnante nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, occupandomi inoltre della gestione e conduzione di varie comunità fatte di ragazzi e famiglie.

Nel 2014 ho frequentato la Scuola Italiana di Life e Corporate Coaching, nella quale ho intravisto la bellezza di poter dare forma e volto alle mie capacità, diventando così Coach professionista.

Primavera 2015 – Corso di Teen Coaching: il Coaching riservato agli adolescenti

Gennaio 2016 – Corso di Corporate Coaching: il Coaching per le piccole-medie imprese, per le scuole e per cooperative e associazioni.

Sono iscritto all’Associazione Italiana Coach Professionisti.

 

Da settembre 2015 Preside dell’ Istituto Agroambientale San Vincenzo di Albese con Cassano.

 

Perché interessarsi dell’umano?

Nessuno si alza la mattina pensando a come essere infelice, tutti noi desideriamo la felicità. Per qualcuno essere felice coincide con il risolvere un determinato problema, per altri raggiungere una certa mèta… per me, essere felice è percorrere un tratto di strada con qualcuno e poi salutare questa persona guardandola negli occhi, e vedere con stupore la serenità, la bellezza che si rivela, che prende forma, la felicità.

Tutti desideriamo essere felici, e chi non lo è sta male.

Qualcuno sostiene che etimologicamente la parola “desiderio” venga da de-sidera: de è il complemento di argomento in latino, che introduce l’argomento di cui si parla, sidera sono le stelle. La parola desiderio vuol dire “tutto ciò che ti muove”. Tutti i tuoi desideri (la donna, il bene, i figli, i soldi, la macchina, il mangiare, il bere, il dormire, lo star bene…) tu non lo sai, ma sono in realtà movimenti verso le stelle, sono la dimostrazione, il mostrarsi dell’unico vero desiderio che ti muove, che è quello di un destino buono, di una vita buona, vera, giusta, bella: della felicità.

Mi piace vedere il percorso di coaching un po’ come un cammino dantesco.

Da dove si parte?

Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita.

Avete mai trovato una definizione più vera, più grande e più esatta della situazione che vivete, che viviamo tutti? Come se ne esce da questa selva oscura?
La divina Commedia è questa specie di cattedrale bellissima, incredibile dove ogni parola non è messa a caso. Mi ha sempre colpito moltissimo constatare che Dante chiude le tre cantiche con la parola stelle. L’Inferno finisce con il verso “uscimmo fuori a riveder le stelle”, il Purgatorio “puro e disposto a salire alle stelle”, il Paradiso“l’Amor che move il Sole e l’altre stelle”. La percezione che Dante ha della vita è che l’uomo è rapporto con le stelle. Anzi, l’uomo è rapporto con le stelle in quanto capace di vedere. È un problema di libertà, è un problema di dove guardi, di cosa guardi, a che cosa è affisso il tuo sguardo. Dante ti dice: “Tu sarai in grado di uscire dalla selva oscura, di compiere questo viaggio a seconda di quello che guardi. Se guardi le stelle, cioè se guardi il reale (e il primo reale sei tu con i tuoi desideri e le tue emozioni) e ti lasci interrogare dalla realtà allora ce la farai!”

Questo è il viaggio per il quale sono pronto ad accompagnarti.