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La felicità è piena di problemi!

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Come si può essere felici in un mondo pieno di problemi? Come arrivare al benessere se la vita ti impone avversità impreviste? Chiunque abbia alle spalle un bagaglio sufficiente di esperienza, sa che è inevitabile imbattersi nelle difficoltà. Per quanto ci sforziamo di prevederle, ognuno di noi si ritrova improvvisamente sotto un temporale senza ombrello. E così la felicità sembra scorrere fra le mani fra una disgrazia e l’altra. Distaccarsi dai problemi è alienante, vederli come eventi positivi è folle, cercare di risolverli con la propria intelligenza è sfiancante, ma soprattutto lamentarsi ogni giorno rende infelice la vita di chiunque (anche di chi ascolta). Nemmeno l’ottimismo serve a molto, a meno che si non voglia fare carriera come giocatore d’azzardo. D’altra parte evitare i problemi, maledire la sorte, rimandarli a domani, darsene la colpa (magari con un guru che ti dice che la tua malattia è un conflitto interno; della serie: malato e cazziato) non fa altro che ingigantirli. La vita a volte ti prende a schiaffi e non ti dice perché. I problemi, qualunque essi siano, vanno affrontati, per forza. Non sono prodotti della mente o delle false credenze, sono reali. E non basta resistere. Ma una vita felice è veramente un vita senza problemi? Il benessere è la scomparsa di ogni emozione negativa?
In realtà la felicità è ricca di problemi come di opportunità. La differenza sta nel come si affrontano e si trasformano in palestre di crescita e autorealizzazione. Ogni evento negativo può essere trasformato in un’opportunità, se non ci limitiamo a risolverlo (e comunque sarebbe già tanto), ma se lo consideriamo un’occasione di cambiamento positivo. Se riuscissimo a trasformare ogni sconfitta in una lezione per il successo, ogni sofferenza in una crescita personale, ogni tradimento o delusione in un’occasione per costruire relazioni forti, la nostra vita sarebbe ricolma di opportunità per essere felici e godere del nostro benessere interiore.
Ma come ottenere questa specie di miracolo?
Riflettiamo ancora un momento. Come mai alcuni problemi ci scivolano addosso e altri ci inquietano? Come mai alcuni li affrontiamo facilmente, mentre per altri collezioniamo un serie infinita di fallimenti? Ogni problema ci rende triste e lamentosi perché gli permettiamo di limitarci. E se lo guardassimo come una sfida per diventare migliori di noi stessi?
La felicità non è priva di problemi e di emozioni negative, non è un corpo che evita le malattie. Essere felici è riuscire a realizzare le nostre potenzialità in una vita piena di senso e di significato, nel rapporto con noi stessi, con gli altri e con le nostre opere, anche in mezzo alle avversità.
La felicità è allenamento verso l’alto. Il Coaching Umanistico, grazie alle sue basi filosofiche e scientifiche, permette questo allenamento che è fatto di fatica e di riposo, di impegno e di relax, di scoperta e di godimento, come quello di qualunque atleta. Si parte dai punti di forza. La forza potenziale che permette di essere felice è l’opposto delle nostre fragilità. La forza sta nella vera essenza di noi stessi, le nostre fragilità risiedono nel tradimento della nostra natura originaria. Motivazioni, potenzialità, aneliti alla felicità, facoltà possono essere rafforzate cogliendo le opportunità positive della vita come le avversità e trasformandole in occasioni di crescita e di autorealizzazione. Se riusciamo a trasformare ogni problema in un’opportunità di crescita della nostra forza, la felicità può essere raggiunta e coltivata ogni giorno. Ogni evento significativo può essere una fonte di felicità, soddisfazione e benessere. Basta non sprecarlo.

Luca Stanchieri

01 nov, 15